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Circolari, Lavori Pubblici

Legambiente: ‘il 46,8% delle scuole ha bisogno di manutenzione urgente’

19 Ottobre 2018
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È stata presentata ieri a Napoli, nel corso del Forum Scuola, Ecosistema Scuola 2018, l’indagine annuale di Legambiente sullo stato del patrimonio edilizio scolastico.

In cima alla classifica si piazzano Bolzano e Trento, due realtà particolarmente virtuose in tema di sicurezza (tutti gli istituti presentano le certificazioni di agibilità, collaudo statico, prevenzione incendi, agibilità igienico sanitaria e hanno effettuato i monitoraggi per radon e amianto), e di innovazione, con il 6% di edifici costruiti secondo i criteri della bioedilizia a fronte di una media nazionale che non raggiunge l’1%.

Si posizionano tutte dopo la trentesima posizione in graduatoria le città capoluogo delle regioni del sud Italia e delle isole, ad eccezione di Cosenza (17° posto), con Reggio Calabria, Palermo, Latina (l’unica del centro Italia in questa posizione di coda), Foggia e Messina che chiudono la classifica.

Una situazione preoccupante dal punto di vista della sicurezza – spiega Legambiente -, perché ai minori controlli corrisponde una maggiore fragilità sismica del territorio (al sud tre scuole su quattro sono in area a rischio sismico, in Sicilia quasi il 98,4%, con una percentuale di verifica di vulnerabilità sismica ferma al 2,4%) anche se con alcune eccezioni, come la già citata Cosenza (17º) che oggi ha tutte le scuole con le certificazioni richieste, grazie ad un abile reperimento di fondi nazionali e regionali, e Ragusa (48º) che si è dimostrata virtuosa nel recepire e spendere i fondi regionali a disposizione per la manutenzione straordinaria.

In generale, nella top ten di Ecosistema Scuola 2018 troviamo Bolzano (1º), Trento (2º), Bergamo (3º), Reggio Emilia (4º), Piacenza (5º), Parma (6º), Prato (7º), Pordenone (8º), Verbania (9º) e Rimini (10º). In coda Crotone (74º), Sassari (75º), Trieste (76º), Potenza (77º), Siracusa (78º), Reggio Calabria (79º), Palermo (80º), Latina (81º), Foggia (82º), ultima Messina.

“Abbiamo sempre di fronte un quadro di urgenza ed emergenza – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile Scuola e Formazione di Legambiente -, crediamo che per dare una scuola sicura a tutti gli studenti occorra accelerare gli interventi di riqualificazione dando priorità alla messa in sicurezza delle scuole nelle aree sismiche più vulnerabili e al miglioramento delle prestazioni energetiche”.

“Gli enti locali vanno aiutati con una semplificazione delle linee di finanziamento e sostenuti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. Occorre poi aprire una nuova fase dell’edilizia scolastica ed utilizzarla come leva di rigenerazione di territori e quartieri. Le zone più svantaggiate del nostro paese sono quelle dove dobbiamo andare a investire su scuole più belle e innovative. Ora accade esattamente il contrario” – ha concluso Pallucchi.

Dall’analisi dettagliata della qualità degli edifici e della loro sicurezza, i dati di Ecosistema scuola 2018, relativi all’anno 2017, mostrano un panorama di 5.725 edifici, di cui quasi la metà edificati prima degli anni ’70, ovvero prima dell’entrata in vigore di importanti normative come la normativa antisismica e il collaudo statico; di questi, ben il 46,8% necessita di interventi urgenti di manutenzione.

Al sud, nonostante tre scuole su quattro siano in area rischio sismico, solo una scuola su quattro è costruita secondo criteri antisismici e non si pratica la necessaria prevenzione. La verifica di vulnerabilità sismica è stata eseguita solo dal 27,4% degli edifici del sud e dal 2,4% delle scuole delle Isole mentre la percentuale sale al 50,9% al centro e 35,3% al nord. Le indagini diagnostiche dei solai hanno riguardato l’8,6% delle scuole del sud e delle isole, il 31,6% delle scuole del centro e il 25,2% degli istituti del nord. I certificati di agibilità, prevenzione incendi e porte antipanico sono abbastanza diffusi con percentuali però più basse soprattutto nelle isole.

Per sanare questa situazione e assicurare lo stesso grado di sicurezza agli alunni del Belpaese, Legambiente ribadisce che occorre conoscere lo stato di salute degli edifici scolastici situati nelle aree a rischio sismico maggiore, così da programmare le priorità d’intervento e la messa in sicurezza delle scuole maggiormente esposte.

Ma fortunatamente ci sono anche casi virtuosi di edifici scolastici nuovi o riqualificati. Legambiente ne presenta 10, le ‘Storie di scuole sostenibili’, esperienze in cui l’innovazione tecnologica e ambientale degli edifici scolastici spesso passa attraverso scelte più ampie, come un progetto di rigenerazione sociale, educativo e ambientale di un territorio o un quartiere.

Esempi virtuosi che si trovano anche in Comuni che hanno scelto di investire in innovazione e sostenibilità con grandi risultati, a partire da Bolzano che con l’efficientamento energetico di tutti gli edifici scolastici ha ridotto del 50% i consumi energetici.

Ma molti sono ancora i passi avanti da fare nel campo della sostenibilità energetica con l’85% delle scuole classificate nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G) e solo poco più del 5% nelle prime tre classi. Dato tendenzialmente positivo, ma molto migliorabile, quello delle scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile che salgono al 18,2%, contro il 13,5% registrato nel 2012.

dossier 2018

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