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Circolari, Lavori Pubblici

Appalti, stop all’obbligo di pubblicità sui quotidiani

6 Luglio 2018
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Eliminare l’obbligo di pubblicare gli avvisi di gara sui quotidiani cartacei per far risparmiare 40 milioni di euro a professionisti e imprese. È la proposta che il sottosegretario all’editoria, Vito Crimi, intende portare avanti insieme al Ministero delle Infrastrutture.

La proposta persegue tre obiettivi: il taglio dei finanziamenti indiretti ai giornali, la semplificazione per la Pubblica Amministrazione e il risparmio per professionisti e imprese.

Pubblicità sui quotidiani, un costo per professionisti e imprese

“Avevamo detto che le piccole e medie imprese sarebbero state tra i riferimenti della nostra azione di governo” scrive Vito Crimi su ‘Il blog delle Stelle’ che propone “un provvedimento che farà risparmiare oltre 40 milioni di euro alle imprese italiane, a costo zero per le casse dello Stato”.

“Una legge dello Stato – scrive Crimi – impone alle Pubbliche Amministrazioni l’obbligo di pubblicare gli avvisi di gara per estratto in almeno 1 quotidiano a tiratura nazionale e 1 a tiratura locale, in alcuni casi anche 2 nazionali e 2 locali. I quotidiani vengono scelti a discrezione dell’Amministrazione. Questi spazi costano. Costano tanto, anche migliaia di euro ciascuno. E più sono grandi, più costano. Più grande è la tiratura dei giornali e più costano. Insomma seguono le logiche della pubblicità. E cosa fanno le Amministrazioni per risparmiare? Riducono i testi e scrivono in box piccolissimi. O almeno, così facevano una volta, quando le spese di pubblicazione erano a carico dello Stato”.

A pagare in realtà, sottolinea Crimi, sono i professionisti e le imprese, che dopo l’aggiudicazione devono rimborsare all’Amministrazione le spese per la pubblicazione degli avvisi, prima di aver stipulato i contratti ed essere stati pagati.

Pubblicità sui quotidiani, con l’abolizione risparmi per 40 miliardi di euro

A detta di Crimi si tratta di un finanziamento indiretto ai giornali a carico di professionisti e imprese. Un onere che si va ad aggiungere ai normali costi d’impresa per la realizzazione di quanto richiesto dalla gara.

Ma, chiede Crimi “credete davvero che un’impresa, per sapere quali gare sono state avviate in Europa vada a leggersi questi minuscoli avvisi, distribuiti su vari quotidiani, a discrezione delle P.A.? Credete davvero che un’impresa tedesca o francese o in generale europea che intenda partecipare ad una gara in Italia vada a comprare tutti i giorni i quotidiani italiani, e metta un impiegato a sfogliare tutte le pagine alla ricerca di un annuncio utile? E credete che lo faccia anche una azienda italiana?”

Secondo Crimi questo sistema è superato dato che la consultazione dei bandi avviene sui siti della Gazzetta Ufficiale italiana ed europea o attraverso sistemi automatici e servizi specializzati che acquisiscono i dati dalla Gazzette. “Il Movimento 5 Stelle – conclude Crimi – abolirà subito questo assurdo pedaggio che ancora grava sulle imprese italiane”.

Codice Appalti, le regole per la pubblicazione dei bandi

Al momento le regole sulla pubblicazione dei bandi di gara sono contenute nel DM 2 dicembre 2016, attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).

Per le gare di importo superiore a 500mila euro fino alle soglie comunitarie, la pubblicazione deve avvenire non solo sulla piattaforma online dell’Anac, ma anche per estratto su almeno uno dei principali quotidiani a diffusione nazionale e su almeno uno a maggiore diffusione locale nel luogo in cui si eseguono i contratti. Per importi superiori alle soglie comunitarie, la pubblicazione avviene, per estratto, su almeno due dei principali quotidiani a diffusione nazionale e su almeno due a maggiore diffusione locale.

Le spese per la pubblicazione vengono inizialmente sostenute dalla Stazione Appaltante e poi rimborsate dall’aggiudicatario entro 60 giorni dall’aggiudicazione.

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