Progettazione, realizzazione e gestione più efficiente degli edifici di edilizia pubblica con il Building Information Modeling (BIM). Lo prevede la bozza del Programma Nazionale di Riforma (PNR) collegato alla nota di aggiornamento del Documento di Economia e finanza (Def) 2018.
Con riferimento all’edilizia pubblica, si legge nella bozza di PNR, si guarda al BIM per ottenere una più efficiente ed innovativa pianificazione, realizzazione e gestione delle costruzioni con un risparmio potenziale fino a 30 miliardi di euro negli appalti pubblici.
Il Governo, continua la bozza di PNR, intende rendere operativa tale piattaforma digitale in tutta l’attività di progettazione e monitoraggio realizzata dal Ministero dei Trasporti e dalle stazioni appaltanti. A questo riguardo, è essenziale digitalizzare i processi amministrativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, garantendone anche una maggiore trasparenza con l’istituzione di un registro degli ingressi. Per il raggiungimento di questo obiettivo è stato anche istituito un tavolo tecnico ad hoc composto da professionisti del settore.
In realtà il passaggio al BIM è una tappa obbligata. Il DM 560 del 1 dicembre 2017, attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), definisce le modalità e i tempi di progressiva introduzione, da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici, dell’obbligatorietà dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione delle opere e relative verifiche.
L’entrata in vigore dell’obbligo seguirà la seguente tempistica:
– dal 1° gennaio 2019 per le opere di importo da 100 milioni di euro;
– dal 2020 per i lavori complessi oltre i 50 milioni di euro;
– dal 2021 per i lavori complessi oltre i 15 milioni di euro;
– dal 2022 per le opere oltre i 5,2 milioni di euro;
– dal 2023 per le opere oltre 1 milione di euro;
– dal 2025 per tutte le nuove opere.
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